Caltanissetta:

Città da Scoprire

Durante il vostro soggiorno ad ANTICHI RICORDI, vi consigliamo di ritagliarvi del tempo per scoprire il volto più autentico dell’entroterra siciliano, terra piena di storia e di contrasti, ricca di meraviglie paesaggistiche, naturalistiche ed artistiche.

Il nostro staff sarà a vostra disposizione per personalizzare e definire splendide esperienze legate alla scoperta del territorio nisseno.

CALTANISSETTA si trova nel cuore della Sicilia, la sua posizione strategica consente di raggiungere in breve tempo le mete turistiche più apprezzate dell’isola: Agrigento, Enna, Cefalù, Piazza Armerina, Caltagirone, Catania e Palermo.

 

Città dalle molteplici dominazioni, Caltanissetta fu fondata nel corso del Medioevo. Durante il periodo arabo, alcune famiglie si fermarono in un borgo corrispondente all’attuale QUARTIERE DEGLI ANGELI che battezzarono con il nome QALAT-AN-NISA, “castello delle donne”, da cui deriva l’odierna denominazione della città. Il CASTELLO DI PIETRAROSSA, così chiamato per il tipo di pietra adoperata per la costruzione, è situato a ridosso della chiesa di SANTA MARIA DEGLI ANGELI e del CIMITERO MONUMENTALE: crollato nel 1576, oggi possiamo ammirarne gli affascinanti ruderi.

Archeologia ed Architettura

Caltanissetta è unica per i suoi beni archeologici, le cui testimonianze sono conservate nel MUSEO ARCHELOGICO della città, tra i più importanti della Sicilia, e per i suoi beni culturali ed architettonici. Tra i suoi gioielli spiccano: l’ABBAZIA DI SANTO SPIRITO, che conserva un affresco del Cristo Pantocratore, un prezioso fonte battesimale di epoca normanna, il Crocifisso dello Staglio e un dipinto su tavola di fattura spagnola; la CATTEDRALE A CROCE LATINA, al cui interno si possono ammirare gli splendidi affreschi del pittore fiammingo Guglielmo Borremans; la CHIESA DI SANT’AGATA, la CHIESA DI SAN DOMENICO, il TEATRO MARGHERITA, la facciata della CHIESA DI SAN SEBASTIANO e il PALAZZO MONCADA: quest’ultimo ospita oggi il MUSEO TRIPISCIANO, intitolato allo scultore nisseno di fama nazionale Michele Tripisciano, autore della FONTANA DEI TRITONI che campeggia al centro della piazza principale di Caltanissetta.

Paesaggi Naturalistici

Dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, il fiore all’occhiello di Caltanissetta è la RISERVA NATURALE ORIENTATA “MONTE CAPODARSO E VALLE DELL’IMERA” che si estende lungo il corso del fiume IMERA, un tempo navigabile, tra le falde dei monti Capodarso e Sabucina, in un contesto archeologico e naturalistico di rara bellezza. L’area della Riserva è stata, infatti, inserita nell’elenco dei siti di importanza comunitaria e nel Network dei Geoparchi europei, all’interno del Parco Rocca di Cerere.

La riserva è, inoltre, attraversata dal PONTE CAPODARSO, costruito nel 1553 per ordine di Carlo V, utilizzato più di recente per il trasporto dello zolfo.

L’area della Riserva rappresenta un paradiso per i ciclisti che possono cimentarsi su percorsi più o meno difficili che conducono sempre a destinazioni di sicuro fascino e uniche nel loro genere.

Nelle immediate vicinanze della riserva, in contrada Terrapelata, sono presenti le MACCALUBE, una zona interessata da fenomeni di vulcanismo di tipo sedimentario. Il paesaggio si presenta brullo, con tinte che vanno dal biancastro al grigio scuro, contrassegnato da una serie di piccoli vulcani di fango, alti intorno al metro. Lo scenario è lunare e, agli occhi del visitatore ignaro, appare come il set ideale per un film apocalittico.

Paesaggi Minerari

La storia del territorio nisseno è fortemente legata al suo passato minerario, durante il quale l’entroterra siciliano è stato il centro di estrazione dello zolfo più importante d’Europa.

Nel corso dell’Ottocento e fino ai primi decenni del secolo scorso, lo zolfo, infatti, era diventato il minerale più importante dell’epoca, ricercato per scopi industriali dai paesi più evoluti del continente, Francia e Inghilterra soprattutto. Il boom dell’attività estrattiva ebbe un tale impatto sull’economia del luogo da distogliere i contadini dalla più tradizionale fonte di guadagno, la coltivazione del frumento, i cui campi vennero abbandonati per andare a lavorare nelle zolfare.

Ad oggi è possibile visitare imponenti esempi di ARCHEOLOGIA MINERARIA come il MUSEO ZOLFARA DI MONTEDORO, il MUSEO DELLO ZOLFO TRABIA TALLARITA, il MUSEO DELLA ZOLFARA DI CALTANISSETTA e il MUSEO DEI “CARUSI”.

Enogastronomia

La cucina nissena è caratterizzata da piatti semplici e genuini che si ispirano alla cultura contadina. Tra i piatti tipici si annoverano: la muffuletta, focaccina morbida con ricotta, milza e caciocavallo; le pizze farcite con cipolla ed acciughe; la ‘mbriulata di Milena; il maccu di fave; i gustosi cavateddii; la pasta “‘ncaciata” con cavolfiore e salsiccia, e la pasta “ccu i mazzareddi”, una verdura amara, insaporita con sugo di pomodori o ricotta.

La città di Caltanissetta vanta, inoltre, un’antica tradizione dolciaria. Tra i suoi fiori all’occhiello: il rollò, il torrone, la raviola di ricotta, il cannolo siciliano, i raffiolini, la cubaita araba, i buccellati o cucciddati, le sfinci, i mustazzoli e il torrone. A questo scenario già vario ed opulento, si aggiunge il recupero di antichi dolci, a cui si è dedicato il pluripremiato maestro pasticcere nisseno Lillo Defraia. A lui si deve il merito di aver riscoperto: le Spine Sante e le Crocette.

Un’analoga iniziativa di recupero è stata intrapresa nel borgo di Santa Rita, a pochi chilometri da Caltanissetta, abitato da appena dieci persone ma salito agli onori della ribalta nazionale e internazionale perché qui si produce “il pane più buono del mondo”. Protagonista di questa impresa è Maurizio Spinello, che nel Forno Santa Rita mette insieme pochi ma essenziali ingredienti: i grani antichi di Sicilia, la molitura a pietra, la lunga lievitazione con lievito madre tramandato da tre generazioni, la cottura nel forno a pietra.

Ed infine, come non citare il famoso amaro Averna, che è nato e veniva prodotto proprio qui, a Caltanissetta.

La Settimana Santa

Piazza Garibaldi è l’ampio palcoscenico su cui avvengono le rappresentazioni sacre della Settimana Santa, un evento tradizionale che si ripete da secoli ed il cui valore etno-antropologico, sottolineato anche dagli studiosi, testimonia la ricchezza storica e culturale della città. La Settimana Santa di Caltanissetta si compone di varie manifestazioni religiose che vanno dalla Domenica delle Palme alla Domenica di Pasqua. Questo avvenimento attira ogni anno in città migliaia di turisti e, per l’importanza che riveste, è gemellato con la più famosa Settimana Santa di Siviglia, in Spagna.