La cucina nissena è caratterizzata da piatti semplici e genuini che si ispirano alla cultura contadina. Tra i piatti tipici si annoverano: la muffuletta, focaccina morbida con ricotta, milza e caciocavallo; le pizze farcite con cipolla ed acciughe; la ‘mbriulata di Milena; il maccu di fave; i gustosi cavateddii; la pasta “‘ncaciata” con cavolfiore e salsiccia, e la pasta “ccu i mazzareddi”, una verdura amara, insaporita con sugo di pomodori o ricotta.
La città di Caltanissetta vanta, inoltre, un’antica tradizione dolciaria. Tra i suoi fiori all’occhiello: il rollò, il torrone, la raviola di ricotta, il cannolo siciliano, i raffiolini, la cubaita araba, i buccellati o cucciddati, le sfinci, i mustazzoli e il torrone. A questo scenario già vario ed opulento, si aggiunge il recupero di antichi dolci, a cui si è dedicato il pluripremiato maestro pasticcere nisseno Lillo Defraia. A lui si deve il merito di aver riscoperto: le Spine Sante e le Crocette.
Un’analoga iniziativa di recupero è stata intrapresa nel borgo di Santa Rita, a pochi chilometri da Caltanissetta, abitato da appena dieci persone ma salito agli onori della ribalta nazionale e internazionale perché qui si produce “il pane più buono del mondo”. Protagonista di questa impresa è Maurizio Spinello, che nel Forno Santa Rita mette insieme pochi ma essenziali ingredienti: i grani antichi di Sicilia, la molitura a pietra, la lunga lievitazione con lievito madre tramandato da tre generazioni, la cottura nel forno a pietra.
Ed infine, come non citare il famoso amaro Averna, che è nato e veniva prodotto proprio qui, a Caltanissetta.